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Archive for the ‘JR mon amour’ Category

22 ottobre 2005

Siamo infine giunti al termine del nostro JR pass… purtroppo e per fortuna, nel senso che è stato figo poter viaggiare su e giù per il Giappone in shinkansen, ma è stata una settimana mica da poco! Ci siamo sparati di quelle levatacce per prendere i treni!
Non che i giappi non se le sparino abitualmente per andare al lavoro…

[e, qui, è d’obbligo ricordare un bus partito dagli Alberoni alle 5:00 di una domenica di luglio: a bordo 5 o 6 sfattoni da una festa in spiaggia e una decina di camiciacravattati…io e Frenz ancora ci chiediamo dove cavolo stessero andando…gli sfattoni, beninteso! ^_^ ]

Comunque, l’ultimo giorno siamo andati a Kamakura, a trovare il nostro amico Daibutsu. :)
Senza per questo discriminare le altre maraviglie buddhistiche e non!
Sanmon del Kenchōji
Shinji Ike, dietro allo Hōjō del Kenchōji
Uno dei tengu che troneggiano sulle scale che portano allo Hansōbō, nel complesso del Kenchōji


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Dopo aver scammellato come dei pazzi nelle prime tappe del nostro viaggio, ci siamo concessi una pausa andando a trovare la famiglia che aveva ospitato Dido la prima volta che era venuto in Cipango. Accolti da Kurara, il nuovo arrivo in famiglia, abbiamo passato con loro due serate e una giornata intera. Il papà, Yasushi, nel suo giorno di riposo dal lavoro ci ha accompagnato in macchina fino ad Hakone! Pensare che poteva starsene a casa tranquillo a pisolare…. proprio giapponese. Ci ha portato anche alla barriera del Tokaidou, dove stanno facendo una ricostruzione in scala reale, con tanto di case, stalle, etc, per far vedere come funzionava la vita al’epoca.
E’ stata proprio una bella giornata, grazie anche al tempo che per fortuna era sereno, anche se c’era una brezzolina freddina.
Purtroppo però c’era anche un po’ di foschia, quindi il monte Fuji non siamo riusciti a vederlo da Hakone, che è piuttosto vicino. Per fortuna il giorno dopo il cielo era terso e così siamo riusciti a nche a fotografarlo prima di salire in treno diretti a Matsushima.
Ecco Kurara!
Carina, vero? E’ ancora un cucciolo, quindi è un po’ esagitata e le piace tanto giocare!
Le famose uova nere di Hakone. Sono cotte nell’acqua termale che sgorga dalla montagna. E probabilmente a causa dello zolfo, o delle altre sostanze che si trovano nell’aqua, prendono questa colorazione. Come ogni uovo sodo che si rispetti si mangiano con un pochino di sale! Dicono che facciano bene alla salute… Buone, erano buone.
Ecco il momento dell’addentamento dell’uovo! Io me l’ero già sbafato il mio…. :)
Che posa cool!!!! :))) Ammazza che fighi!
Pausa pranzo…
Voto questa foto come la migliore del blog e del viaggio, almeno per il momento.
Eccoci con Yasushi in prossimità della stazione del Tokaido.
Due tipici abitanti del periodo Edo si stanno appropinquando all’ingresso della fermata del Tokaido….
Come tutti sappiamo Totoro era già famoso in periodo Edo…. :))))
Un timido Monte Fuji. Niente neve, era troppo presto… peccato!

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Eccoci arrivati a Uji, piccola città a una quarantina di minuti da Kyuoto, famosa per il Byodoin , il tempio che abbiamo visitato, e per il Genji monogatari.

Per visitare la sala della Fenice, che è qui alle nostre spalle, bisogna pagare un ulteriore biglietto d’ingresso. Ma vale la pena entrare, dato che vi si trova il Buddha Amida e la rappresentazione della Terra Pura. La maggior parte delle statue sono in restauro, ma nel museo se ne possono ammirare alcune, disposte come si trovavano all’interno della sala. Ovviamente è vietato fare fotografie, ma ho trovato questa che rende l’idea.

Conclusa la visita al Byuodoin siamo tornati a Kyuoto per prendere lo shinkansen e andare a Numazu a trovare la famiglia che ha ospitato Dido la prima volta che è venuto in Giappone, ma prima ci siamo fermati a Fushimi per una visita ultra rapida al Fushimi Inari taisha, famoso per gli innumerevoli torii, che messi in fila uno dopo l’altro formano un tunnel che risale la collina. Data la scarsità di tempo abbiamo percorso solo il primo pezzo, ma se si arriva fino in fondo si può ammirare Kyouto dall’alto.

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Vi stavate chiedendo quale sarà la nuova moda della primavera-estate 2006? Ma quella lanciata da Dido a Kyouto ovviamente! :)))))))
Ne volete un paio anche voi? mandate una mail! :)
Devo ammetterlo, una volta che, finito di parlare con lo omawarisan per la denuncia del furto della scarpe, ci siamo rimessi in cammino beh…. mi sono fatta una bella risata e anche Dido…. faceva un po’ ridere vederlo andare in giro così…..!
Benvenuti al Ginkakuji! Uno dei miei templi preferiti a Kyouto!

Purtroppo non si vedono le meravigliose ciabatte di Dido…. hihihi!

Dido ha cercato di farmi smettere di ridere comprandomi un gelato, ma purtroppo per lui non è servito a molto!
In realtà poi ho smesso di ridere quando abbiamo deciso di cercare un telefono per chiamate internazionali e chiamare l’assicurazione per avvertire del furto della scarpe e se comprandone un paio nuove ci sarebbero state rimborsate….. Ci abbiamo messo tipo due ore a trovare il telefono, più una buoba ora per prendere la linea, visto che nelle istruzioni per la scheda telefonica si erano dimenticati qualche passaggio! Per fortuna alla fine ce l’abbiamo fatta e Cenerentolo si è potuto coprire i piedi!

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Eccoci all’inizio dell’avventuroso viaggio dei nostri due disgraziati attraverso il Giappone e le sue insidie nascoste (vedi il furto della scarpe, ad opera di ignoti, del povero Dido a Kyōto….) La prima tappa è Nikkō! Sotto una pioggia battente i due malcapitati cercano di visitare i templi della città cercando di stare il più alla larga possibile dalla marea di altri occidentali che spuntano fuori proprio come le lumache quando piove! (si, lo so che lo siamo anche noi, ma quelli che si vedono qua sono spesso e volentieri pirla…. o almeno ne hanno la faccia…. amici e conoscenti esclusi….!) la giornata è stata stancante, ma se non altro si è assistito ad una sorta di festa di non so bene cosa con tanto di sfilata in costume, suonatori e suonatrici di taiko.

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Sì, insomma, da come si evince da quanto sopra lo sdoppiamento di personalità di Miki è ormai giunto a punto critico, tanto che la stessa Alice si sente minacciata nel suo personale primato. Ad ogni buon conto, il tanto agognato viaggiotuttoilgiapponeinunasettimana è iniziato con un cambio d programma, visti gli esiti metereologici e le incognite dei mezzi. Ma, di necessità virtù, con levata alle 5.30 siamo riusciti a raggiungere la prima tappa del nostro viaggio.

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Come ogni località turistica che si rispetti, anche a Nikkō si assiste alla straordinaria capacità dei giapponesi di mettere un biglietto d’ingresso per qualunque cosa. Talvolta due biglietti per la stessa cosa. Vuoi attraversare il ponte sacro pittato di rosso appena rifatto? Ti ga da pagar! Sennò usi quello moderno che gli corre affianco.
Per fortuna quasi tutto il complesso del Tōshōgū è coperto da un biglietto cumulativo da mille yen.

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Il complesso dei templi regala qualche scorcio suggestivo, nonostante il tempo incerto. I primi timidi accenni di autunno occhieggiano qua e là, su foglie di momiji che sembrano arrossire più per pudore che per processi chimici.
Ma solo di qualche accenno si tratta, accenno che tutt’ora non è ancora esploso in nessun tripudio autunnale.

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E se alcuni dicono che il Giappone è dall’altra parte del mondo, e che sempre meglio donne e buoi dei paesi tuoi, a me a volte sembra che tutto il mondo sia un po’ paese…o forse è che l’emulazione dell’occidenta a volte dà esiti imprevisti, portando i fieri macachi nipponici a scimmiottare i tratti meno nobili dell’italiana maniera…io nun c’ero e se c’ero durmivo! Baciammano!

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Il padiglione principale del Tōshōgū, il mausoleo costruito attorno al luogo di sepoltura di Tokugawa Ieyasu: per quanto roboante nel suo intento di celebrare il potere non solo militare, ma anche politico, economico, e culturale del bakufu, resta comunque lontano da certi eccessi che comuni nella storia dell’arte europea.

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E dopo il tanto viaggiare il meritato e lauto pasto…daghe de bachete!

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