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Archive for the ‘Meglio sapere’ Category

Quote rosa, Italia solo 48esima E’ il Rwanda in testa alla classifica – Politica – Repubblica.it:

Monitoraggio dell’Università di Stoccolma e International Idea
Il nostro paese, per deputate elette, dopo Svezia, Norvegia ma anche Costa Rica
Quote rosa, Italia solo 48esima E’ il Rwanda in testa alla classifica
La Spagna di Zapatero è sesta, la Germania tredicesima la Francia arriva ultima nonostante la legge che tutela le donne

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Repubblica.it > Politica > Le dirette > Quirinale, Berlusconi: “D’Alema? Indecente proporre uno come lui”

Berlusconi: “Non pagheremo le tasse se non rappresentati”

“Non pagheremo le tasse se non saremo rappresentati”. Lo ha detto Silvio Berlusconi riferendosi ancora alla candidatura di Massimo D’Alema al Qurinale. “Non ci sentiamo rappresentati se non siamo nelle istituzioni – ha aggiunto il premier uscente – Non accetteremo di pagare le tasse. Faremo anche noi gli scioperi che hanno fatto loro. Faremo anche noi lo sciopero fiscale e faremo l’ostruzione in Parlamento”.

Prego fate pure. Non aspettiamo altro!

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Repubblica.it > Cronaca > Cella singola e vitto controllato. “Spero di tornare presto a casa”

Arrivano Santelli e Paolo Guzzanti e all’ex sottosegretario alla Giustizia Previti assegna una missione: “Lavorate per cambiare questo sistema di giustizia”.

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Visto che siamo ormai tutti occupati a pensare alla Bibbia di Provenzano o alle istanze del Calderoli nazionale, con buona pace di Beluffoni che può così escogitare qualche nuova berluffonata, è forse il caso di supplire alle lacune dei nostri servizi d'informazione. Lo spunto è un servizio di Radio Popolare.

Alla fine di gennaio circa 600 mila frugoletti nati nel 2005 si sono visti recapitare l'ennesima missiva dell'amato Presidente del Consiglio con i suoi personali auguri per il futuro e le indicazioni per ritirare, presso il più vicino ufficio postale, l'assegno bebé di 1000 eurilli approvato con la finanziaria 2006.
Solo che, nella fretta di concludere le operazioni entro l'inizio delle politiche, evidentemente con fini elettoralistici -afferma la CGIL- come farebbe supporre, tra l'altro, la forma di lettera firmata del Presidente anziché del Ministero del Tesoro, il caro Berluffoni ne ha combinata una delle sue.

L'assegno in questione sarebbe stato destinato a ogni figlio nato o adottato nel 2005 e ai figli dal secondo in su nati o adottati nel 2006, limitatamente ai soli residenti in Italia, di cittadinanza italiana o comunitaria che appartengono ad un nucleo familiare con un reddito lordo complessivo non superiore a 50.000 euro. Ma la comunicazione firmata è arrivata a tutti i bebé nati nel 2005! Immigrati e ricconi compresi.
Con la differenza che un italiano con reddito alto ha gli strumenti per evincere che tale assegno non gli spetta, mentre un immigrato può non avere la competenza linguistica necessaria per compendere ogni passaggio dell'italiano scritto. Risultato: aumentano le denunce a piede libero per falso ideologico e truffa aggravata agli immigrati che, per errore, hanno seguito le istruzioni del Berluffoni e hanno ritirato il loro assegno. Falso ideologico perché, compilando il modulo accluso, hanno implicitamente autocertificato di essere italiani; truffa perché si sono appropriati di fondi che non spettavano loro. E io che mi stupivo che, qualche settimana fa, alcuni nuovi cittadini veneti affermassero la la loro predilezione per il centrodestra…Cazzo, pensavo, votano per la coalizione che ha assoldato la Lega! Ma sono scemi? Evidentemente non erano poi così scemi, visto che da quella coalizione era arrivato un assegno da mille euro!

Purtroppo però tutti i nodi vengono al pettine.

A sollevare il nostro paese, sei famiglie di Bologna hanno deciso di dividere il loro assegno con altrettante famiglie di nuovi cittadini, quale gesto simbolico di denuncia della discriminazione voluta dalla CdL a discapito degli extracomunitari che regolarmente risiedono in Italia e regolarmente pagano tasse e contributi al nostro governo. Discriminazione di cui Calderoli si prende tutto il merito (sic!)…

I comunisti mangiavano i bambini, i fascisti li affamano. Strutturalmente perfetto.

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Sotto lo slogan della "armonia" si è tenuto dal 13 al 16 aprile il primo Forum Mondiale Buddhista in Cina, nella città di Hangzhou, vicino a Pechino. Tale iniziativa avrebbe dovuto segnare una svolta nella politica cinese, verso una maggiore tolleranza religiosa e una maggiore apertura verso gli altri paesi.

Peccato che la "armonia" tanto agognata e propugnata dal governo di Pechino non possa ammettere voci "altre", segnatamente quella del Dalai Lama. In esilio in India dal 1959, la massima autorità religiosa del buddhismo tibetano non è stata infatti invitata al Forum. E non stupisce di trovarvi invece la seconda autorità tibetana, il Panchen Lama: Gyaltsen Norbu venne infatti nominato da Pechino al posto di quello scelto dai tibetani e fatto sparire dalle autorità cinesi, quando era ancora bambino, nel 1995.

Ma non è certo tale atteggiamento da parte della Cina ad addolorarmi. In fondo ce lo si poteva aspettare, visto l'atteggiamento storico della Cina nei confronti della tolleranza religiosa: al più un mezzo utile, un upāya -se vogliamo essere ironici- per rafforzare la politica del governo. Ciò che maggiormente lascia perplessi è l'atteggiamento compiacente -o quanto meno acritico- delle autorità buddhiste degli altri paesi, che hanno tranquillamente preso parte a un simile summit di propaganda. Perché, in fondo, di propaganda si tratta. Il fine era proprio dimostrare che la Cina è mossa dall'armonia sociale, e che punta all'apertura, alla tolleranza. E accettando l'invito, le autorità buddhiste hanno richiamato l'attenzione della comunità internazionale su tale volontà di "armonia", distogliendola dall'annoso problema dell'oppressione tibetana. Forse, e dico forse, una diserzione del Forum avrebbe consentito di focalizzare nuovamente l'attenzione su ciò che tale artefatta "armonia" inficia alla base.

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Dunque, visto che i buffoni amano tanto i numeri, con cui ubriacano loro stessi prima che noialtri coglioni e tirannovisionati, vediamo cosa ci dicono i dati di Unioncamere.

ANSA.it – Tanti fallimenti, 25% nel commercio
:

Tanti fallimenti, 25% nel commercio [foto] Unioncamere, +3,4% nel 2005 e la maglia nera a Roma

(ANSA) – ROMA, 17 APR – Dal 2004 al 2005, le imprese che hanno dichiarato fallimento sono aumentate del 3,4%, salendo ad un totale di 9.969, rileva Unioncamere. Ad abbandonare l'attivita' sono stati soprattutto i negozi, grandi e piccoli: un'impresa su 4 tra tutte quelle fallite lavorava nel commercio. Tra le varie province, e' Roma ad aggiudicarsi il primato negativo, con 1.222 fallimenti, pari al 12,6% del totale nazionale, poi Milano (757), Napoli (747), Torino (392).

(per una trattazione più dettagliata si veda: ANSA.it – AUMENTANO I FALLIMENTI: 1 SU 4 NEL COMMERCIO, A ROMA LA MAGLIA NERA)

Veramente un ottimo lavoro quello dei nostri dipendenti del centrodestra. Un successo economico sbalorditivo, contando che il commercio rappresenta uno dei settori maggiori in Italia. Difficile fare di peggio.
E questo ci porta a porta all'altro grande spunto telegiornalistico del momento: la triangolare CdL – Financial Times – Unione.

Allarme del Financial Times "L'Italia rischia di uscire dall'euro" – economia – Repubblica.it:

Per il quotidiano economico londinese "La risicata vittoria di Prodi è la cosa peggiore che potesse capitare al Paese"
Allarme del Financial Times "L'Italia rischia di uscire dall'euro"
Ma la Commissione Ue rassicura: "Non è possibile"

(si veda anche ANSA.it – E' SCONTRO TRA I POLI DOPO LE DICHIARAZIONI DEL FINANCIAL TIMES)

Ora, l'articolo pone in gioco 3 variabili. La disatrosa situazione economica attuale, la risicatezza della vittoria di Prodi, le riforme proposte dall'Unione. E, anche solo a livello temporale, la prima variabile è quella da cui dipendono tutte le altre: se l'economia non fosse disastrata, non ci sarebbe alcun problema. Perché, in fondo, il pericolo paventato sembra essere quello dell'uscita dall'euro.
Ma l'uscita dall'euro non sarebbe certo voluta da Prodi:

"Prevedo – dice Munchau- che gli investitori internazionali inizino ad assumere scommesse speculative sulla partecipazione italiana all'euro entro la durata di un governo Prodi. Queste non sono scommesse sull'impegno politico di Prodi nei confronti dell'euro. Sarebbe infatti difficile trovare un politico più a favore dell'Europa dell'ex presidente della Commissione europea. Queste sono scommesse sulle circostanze economiche, che potrebbero obbligare un governo a prendere decisioni che sono inimmaginabili fino al momento in cui diventano inevitabili".
(…)
Se l'Italia continua a perdere competitività, "un movimento politico populista potrebbe emergere facilmente con la proposta dell'uscita dall'euro". E se si ritornasse alla lira, si domanda il quotidiano economico, "cosa succederebbe al paese con il più alto rapporto debito/pil?". (sottolineatura mia)

Ed è dunque il caso di chiedersi: di chi è la responsabilità dell'attuale situazione economica? E quali sono i movimenti populisti che caldeggiano l'uscita dall'euro? In entrambi i casi la Casa delle Loro Libertà.
Insomma se la fanno e se la disfano.
Fra la situazione economica e l'uscita dall'euro troviamo le altre due variabili. La risicatezza della vittoria diventerebbe un problema nel momento in cui, per sanare l'economia i Nostri Prodi potrebbero essere costretti a manovre drastiche, esponendo il fianco ad attacchi demagogici e populisti che farebbero leva sulle paure e sulle credulità della gente. E questo potrebbe portare a una caduta del governo e alla vittoria di tali partiti antieuro.
Ma, ripeto, tutto perché, alla base, ci si ritrova con un'economia sul modello argentino. E sentire i buffoni affermare che l'editorialista del FT descrive una situazione reale, è un po' come sentirli ammettere che il precedente governo ha rovinato l'economia e diviso il paese, con attacchi violenti a politici ed elettori.
L'unico punto dell'articolo in cui si fa i conti in tasca all'Unione è quando si afferma che le politiche economiche proposte dal centrosinistra ricalcano quelle già applicate con scarso successo in altri paesi europei. Ma, in fondo, è lo stesso editorialista a dire che la situazione italiana è diversa da quella di altri paesi, e questo rende lecito pensare che una medesima riforma possa dare risultati affatto differenti in Italia e in Germania. In somma, prima di giudicare
i possibili effetti futuri del governo Prodi, bisognerebbe riconoscere gli effettivi risultati del governo Berluffoni. I primi sono ipotesi, i secondi -purtroppo- fatti!

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Dopo accurati sondaggi siamo giunti alla conclusione che pochi, veramente pochi, sono al corrente che non solo la Regione Lombardia, ma anche altre regioni hanno istituito sovvenzioni per l'installazione di impianti fotovoltaici sia termici che energetici. Dovrebbe esistere anche un numero verde, ma al momento mi sfugge. In vece sua, vi proponiamo due link utili a riguardo:

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