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Archive for the ‘Sono un coglione’ Category

Quote rosa, Italia solo 48esima E’ il Rwanda in testa alla classifica – Politica – Repubblica.it:

Monitoraggio dell’Università di Stoccolma e International Idea
Il nostro paese, per deputate elette, dopo Svezia, Norvegia ma anche Costa Rica
Quote rosa, Italia solo 48esima E’ il Rwanda in testa alla classifica
La Spagna di Zapatero è sesta, la Germania tredicesima la Francia arriva ultima nonostante la legge che tutela le donne

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Repubblica.it > Politica > Le dirette > Quirinale, Berlusconi: “D’Alema? Indecente proporre uno come lui”

Berlusconi: “Non pagheremo le tasse se non rappresentati”

“Non pagheremo le tasse se non saremo rappresentati”. Lo ha detto Silvio Berlusconi riferendosi ancora alla candidatura di Massimo D’Alema al Qurinale. “Non ci sentiamo rappresentati se non siamo nelle istituzioni – ha aggiunto il premier uscente – Non accetteremo di pagare le tasse. Faremo anche noi gli scioperi che hanno fatto loro. Faremo anche noi lo sciopero fiscale e faremo l’ostruzione in Parlamento”.

Prego fate pure. Non aspettiamo altro!

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Repubblica.it > Cronaca > Cella singola e vitto controllato. “Spero di tornare presto a casa”

Arrivano Santelli e Paolo Guzzanti e all’ex sottosegretario alla Giustizia Previti assegna una missione: “Lavorate per cambiare questo sistema di giustizia”.

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Dunque, visto che i buffoni amano tanto i numeri, con cui ubriacano loro stessi prima che noialtri coglioni e tirannovisionati, vediamo cosa ci dicono i dati di Unioncamere.

ANSA.it – Tanti fallimenti, 25% nel commercio
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Tanti fallimenti, 25% nel commercio [foto] Unioncamere, +3,4% nel 2005 e la maglia nera a Roma

(ANSA) – ROMA, 17 APR – Dal 2004 al 2005, le imprese che hanno dichiarato fallimento sono aumentate del 3,4%, salendo ad un totale di 9.969, rileva Unioncamere. Ad abbandonare l'attivita' sono stati soprattutto i negozi, grandi e piccoli: un'impresa su 4 tra tutte quelle fallite lavorava nel commercio. Tra le varie province, e' Roma ad aggiudicarsi il primato negativo, con 1.222 fallimenti, pari al 12,6% del totale nazionale, poi Milano (757), Napoli (747), Torino (392).

(per una trattazione più dettagliata si veda: ANSA.it – AUMENTANO I FALLIMENTI: 1 SU 4 NEL COMMERCIO, A ROMA LA MAGLIA NERA)

Veramente un ottimo lavoro quello dei nostri dipendenti del centrodestra. Un successo economico sbalorditivo, contando che il commercio rappresenta uno dei settori maggiori in Italia. Difficile fare di peggio.
E questo ci porta a porta all'altro grande spunto telegiornalistico del momento: la triangolare CdL – Financial Times – Unione.

Allarme del Financial Times "L'Italia rischia di uscire dall'euro" – economia – Repubblica.it:

Per il quotidiano economico londinese "La risicata vittoria di Prodi è la cosa peggiore che potesse capitare al Paese"
Allarme del Financial Times "L'Italia rischia di uscire dall'euro"
Ma la Commissione Ue rassicura: "Non è possibile"

(si veda anche ANSA.it – E' SCONTRO TRA I POLI DOPO LE DICHIARAZIONI DEL FINANCIAL TIMES)

Ora, l'articolo pone in gioco 3 variabili. La disatrosa situazione economica attuale, la risicatezza della vittoria di Prodi, le riforme proposte dall'Unione. E, anche solo a livello temporale, la prima variabile è quella da cui dipendono tutte le altre: se l'economia non fosse disastrata, non ci sarebbe alcun problema. Perché, in fondo, il pericolo paventato sembra essere quello dell'uscita dall'euro.
Ma l'uscita dall'euro non sarebbe certo voluta da Prodi:

"Prevedo – dice Munchau- che gli investitori internazionali inizino ad assumere scommesse speculative sulla partecipazione italiana all'euro entro la durata di un governo Prodi. Queste non sono scommesse sull'impegno politico di Prodi nei confronti dell'euro. Sarebbe infatti difficile trovare un politico più a favore dell'Europa dell'ex presidente della Commissione europea. Queste sono scommesse sulle circostanze economiche, che potrebbero obbligare un governo a prendere decisioni che sono inimmaginabili fino al momento in cui diventano inevitabili".
(…)
Se l'Italia continua a perdere competitività, "un movimento politico populista potrebbe emergere facilmente con la proposta dell'uscita dall'euro". E se si ritornasse alla lira, si domanda il quotidiano economico, "cosa succederebbe al paese con il più alto rapporto debito/pil?". (sottolineatura mia)

Ed è dunque il caso di chiedersi: di chi è la responsabilità dell'attuale situazione economica? E quali sono i movimenti populisti che caldeggiano l'uscita dall'euro? In entrambi i casi la Casa delle Loro Libertà.
Insomma se la fanno e se la disfano.
Fra la situazione economica e l'uscita dall'euro troviamo le altre due variabili. La risicatezza della vittoria diventerebbe un problema nel momento in cui, per sanare l'economia i Nostri Prodi potrebbero essere costretti a manovre drastiche, esponendo il fianco ad attacchi demagogici e populisti che farebbero leva sulle paure e sulle credulità della gente. E questo potrebbe portare a una caduta del governo e alla vittoria di tali partiti antieuro.
Ma, ripeto, tutto perché, alla base, ci si ritrova con un'economia sul modello argentino. E sentire i buffoni affermare che l'editorialista del FT descrive una situazione reale, è un po' come sentirli ammettere che il precedente governo ha rovinato l'economia e diviso il paese, con attacchi violenti a politici ed elettori.
L'unico punto dell'articolo in cui si fa i conti in tasca all'Unione è quando si afferma che le politiche economiche proposte dal centrosinistra ricalcano quelle già applicate con scarso successo in altri paesi europei. Ma, in fondo, è lo stesso editorialista a dire che la situazione italiana è diversa da quella di altri paesi, e questo rende lecito pensare che una medesima riforma possa dare risultati affatto differenti in Italia e in Germania. In somma, prima di giudicare
i possibili effetti futuri del governo Prodi, bisognerebbe riconoscere gli effettivi risultati del governo Berluffoni. I primi sono ipotesi, i secondi -purtroppo- fatti!

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Dicono che hanno ricontato i voti. Dicono che c’era stato un errore materiale.

BUFFONI!

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Signori, siamo stati salvati dai nostri compatrioti emigrati! Direi che dobbiamo loro quanto meno un grazie e a noi stessi un bel andiamo tutti a cagare allegramente. Capisco che loro dispongano di un punto di vista esterno e dunque più oggettivo. Ammetto che, abitando all’estero, siano molto più esposti all’opinione internazionale e all’internazional ludibrio. Ma vi sembra logico che la maggiornaza in senato sia stata concessa al centro sinistra solo grazie alla loro lungi-miranza? E se c’è ancora chi ha il coraggio di dire che non abbiamo assistito, in questi anni, alla fuga dei cervelli nostrani…

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Beh, alla fine l’abbiamo scampata, pare. E se ora sarà ben difficile per i Nostri Prodi Dipendenti governare il paese tenendolo unito, e al contampo portare avanti le riforme per le quali sono stati eletti, non c’è da disperarsi. Anzi, guardiamo agli aspetti positivi della vicenda. Oltre al fatto che finalmente potremo liberarci dell’insostenibile leggerezza politica del nano, è forse venuto il giorno in cui vedremo sempre belli pieni i seggi dei nostri dipendenti. Perché è evidente che ogni assenteista ingiustificato, ogni scusatecavevolabambinadaaccompagnare, ogni franco tiratore o fottuto pianista sul cazzo di oceano della disonestà rappresenterà un serio problema in sede di votazione. E di questo pare che ci sia almeno la consapevolezza…

Repubblica.it » politica » elezioni » le dirette » Vittoria Unione anche al Senato. Berlusconi lancia “le larghe intese”. Prodi: “Governeremo noi”

17:28 Diliberto: “Senatori sempre presenti”
“Bisogna chiedere ai senatori, che guadagnano un lauto stipendio, di stare sempre in aula e fare il loro dovere”. Oliviero Diliberto considera che questo sia l’unico modo per lavorare al senato vista la maggioranza risicatissima dell’Unione.

Staremo a vedere. Per ora bravo Dilibi!

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